Anche l'investitore esperto ha diritto di essere informato

Eventuali precedenti investimenti in titoli ad elevato rischio non sono sufficienti a rendere il risparmiatore un “investitore qualificato”. E' quanto ribadito dalle Corti di Appello di Genova e di Palermo, con le sentenze rispettivamente n. 403 del 2013, e 572 del 2013.

Le banche sono obbligate a trasmettere ogni informazione relativa all'investimento a tutti i risparmiatori, a prescindere dal profilo di rischio espresso e dagli obiettivi di investimento, dunque, anche a coloro i quali abbiano, in precedenza, effettuato operazioni finanziarie caratterizzate da profili speculativi, o coloro i quali abbiano dichiarato di possedere una elevata propensione al rischio, giacché la ratio degli obblighi informativi è quella di garantire consapevolezza nelle decisioni di investimento ed evitare che queste vengano assunte sulla scorta di indicazioni fuorvianti. L'acquisto di altri titoli a rischio in epoca antecedente all'operazione contestata non fa venire meno l'obbligo, della banca, di fornire informazioni quali le caratteristiche dei titoli, la eventuale mancanza di rating, la solidità patrimoniale dell'ente emittente, e, di rendere edotto l'investitore circa la effettiva possibilità per la stessa di rimborsare il proprio debito alla scadenza.