AZIONI BANCA POPOLARE DI VICENZA: E' DEL TRIBUNALE DI VERONA LA PRIMA SENTENZA CIVILE DI CONDANNA DELLA BANCA

Il Tribunale di Verona ha condannato la Banca Popolare di Vicenza a risarcire il danno subito da un'azionista, a seguito del deprezzamento delle azioni della B.P.V..
Il Giudice, da un lato, ha ritenuto che la banca non avesse fornito alla cliente specifiche informazioni sulla illiquidità dei titoli, e, dall'altro, che una eventuale pregressa conoscenza dei titoli azionari ordinari non potesse essere valorizzata, ai fini della valutazione dell'appropriatezza dell'investimento, stante che la illiquidità non è caratteristica che accede, ordinariamente, ai titoli azionari.
In sostanza, il Tribunale ha ampiamente valorizzato la Comunicazione Consob sui titoli illiquidi, riscontrando che la banca non aveva allestito quel set informativo da questa richiesto.
Pur con la prudenza e cautela che, in questi casi, è doveroso serbare - è una sentenza di primo grado, ogni Tribunale ha il suo proprio orientamento ed ogni caso ha le sue peculiarità- si tratta di un importante tassello, specie perché le violazioni che sono state riscontrate, dal Giudice, coincidono con quelle che Federconsumatori, sin dall'inizio della vicenda, ha contestato e sta contestando in ogni sede, ivi compresi i ricorsi pilota all'A.C.F. che sono stati promossi.
L'auspicio è che, anche nei contenziosi che seguiranno quello appena concluso, i Giudici, nel valutare le inadempienze degli istituti bancari agli obblighi informativi, decidano di valorizzare la sostanza e non la forma, assecondando i moniti della Corte di Cassazione, secondo cui "Il dovere di chiarezza imposto agli intermediari ed agli emittenti di strumenti finanziari in ordine al contenuto ed alla forma dei contratti di investimento non può essere assolto in modo puramente formale, con la conseguenza che si deve evitare di sottoporre al risparmiatore profluvi di documenti disseminati di tecnicismi, senza che alcuno provveda a chiarirne il significato".