Polizze vita non riscosse: e' contrario a buona fede il comportamento della compagnia che non avvisa il cliente della prescrizione

Il Tribunale di Palermo si è pronunciato in un caso di polizza vita non riscossa nei termini di legge e per la quale i beneficiari avevano perduto il diritto al rimborso.

Valorizzando i principi di correttezza e buona fede nella esecuzione del contratto, il Tribunale ha ritenuto che fosse esigibile, dalla compagnia di assicurazioni, un obbligo di comunicazione avente ad oggetto, tra le altre cose, le conseguenze della mancata richiesta di rimborso nei termini previsti dal codice civile.

Tali principi obbligano ciascun contraente a porre in essere attività anche diverse ed ulteriori rispetto a quelle previste nel contratto, quando ciò sia necessario a salvaguardare i diritti della controparte, purché tali attività non comportino un apprezzabile sacrificio.

Il criterio della buona fede costituisce, per il giudice, uno strumento attraverso cui valutare, anche eventualmente modificandolo, lo statuto negoziale, nell'ottica di contemperare gli opposti interessi e far sì che l'assetto ad essi riconosciuto dalle parti sia conforme ai principi costituzionali di solidarietà sociale.