CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPERA, CAUSA C-49/14: RICONOSCIMENTO AL GIUDICE DELL'ESECUZIONE DEL POTERE DI RILEVARE D'UFFICIO LA NULLITA' DI CLAUSOLE CONTRATTUALI ABUSIVE

Il caso all’esame della Corte di Giustizia dell’Unione Europea riguardava una controversia tra un consumatore che aveva stipulato un prestito per l’acquisto di un veicolo e l’istituto di credito che aveva concesso il finanziamento. Il cliente non aveva pagato alcune rate, e la finanziaria, risolto il contratto, aveva chiesto e ottenuto l’emissione di un decreto ingiuntivo, avverso il quale il consumatore non proponeva opposizione.

La Corte ha affermato che la decisione, del debitore, di non proporre opposizione a decreto ingiuntivo (decisione che, secondo la Corte, può dipendere da valutazioni economiche, o ignoranza, o incompletezza delle informazioni contenute nel decreto), non vale a precludere, in una fase successiva, l’accertamento della eventuale vessatorietà di clausole contenute nel contratto su cui si fonda la pretesa creditoria: questo, laddove il procedimento di ingiunzione abbia natura sommaria, e, quindi, il giudice non sia in tale sede chiamato a svolgere un simile accertamento.

Dice, la Corte, che un sistema processuale che non preveda un accertamento officioso, del giudice dell’ingiunzione, della eventuale presenza di clausole abusive, è contrario alla direttiva 93/13, giacché la protezione riconosciuta al consumatore sarebbe, in tal modo, vanificata.

Per tale ragione, il potere di accertamento deve essere riconosciuto al giudice dell’esecuzione, nonostante la natura di cosa giudicata del decreto ingiuntivo non opposto.

La Corte, quindi, conclude affermando che la direttiva 93/13 dev’essere interpretata in maniera tale da consentire, al giudice investito dell’esecuzione di un’ingiunzione di pagamento, di valutare d’ufficio il carattere abusivo di una clausola inserita in un contratto stipulato tra un professionista e un consumatore, ove l’autorità investita della domanda d’ingiunzione di pagamento non sia competente a procedere a una simile valutazione.