DIVIETO DI ANATOCISMO BANCARIO: GIA' OPERATIVO, SENZA NECESSITA' DI ATTENDERE L'INTERVENTO REGOLAMENTARE DEL CICR

Come noto, la Legge di Stabilità 2014, in vigore dal 1 gennaio 2014, ha modificato l'art. 120 T.U.B., comma 2, lettera b, introducendo il divieto di applicare interessi anatocistici nelle operazioni regolate su conto corrente.

Tale previsione avrebbe dovuto essere resa operativa da un regolamento del Comitato Interministareiale per il Credito e il Risparmio, ad oggi non emanato.

Con le ordinanze del 25.3.2015 e 3.4.2015 il Tribunale di Milano ha apertamente ritenuto la previsione legislativa immediatamente precettiva, sin dalla sua entrata in vigore, avvenuta il 1 gennaio 2014, senza che sia necessario attendere l'emanazione del regolamento. Il Tribunale ha, quindi, ordinato alle banche resistenti di informare la clientela del divieto di anatocismo nei rapporti bancari, con decorrenza, 1.1.14, sia attraverso i rispettivi siti internet, che a mezzo di comunicazioni indirizzate alla clientela.

Dunque, le banche possono e debbono già escludere, dalle condizioni economiche, qualsiasi clausola anatocistica, sia per i contratti in atto, sia per quelli da stipulare, senza dovere attendere la normativa regolamentare del CICR.

La Corte di Appello di Genova aveva già, in qualche modo, accolto una simile impostazione, con l'ordinanza del 13.3.2014 di nomina di CTU per il ricalcolo dei saldi, laddove affermava che “l’anatocismo bancario risulterebbe del tutto eliminato dalla legge 147/13”.

Si apre, pertanto, la possibilità, per i correntisti, di richiedere il ricalcolo degli interessi anatocistici applicati a partire dal 1 gennaio 2014 sino ad oggi, e di intimare alle banche di calcolare gli interessi di futura produzione in ossequio al divieto di anatocismo.