CARTA REVOLVING CONCESSA IN ASSENZA DI CONTRATTO SCRITTO: LA FINANZIARIA NON HA TITOLO PER ESIGERE GLI INTERESSI ULTRA LEGALI

Il Collegio di Coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario ha affrontato la questione dei contratti di credito rotativo, meglio conosciuto come credito “revolving”: trattasi di finanziamenti erogati attraverso la consegna di una carta, che il cliente può utilizzare per effettuare acquisti, o prelevamenti di denaro contante. La restituzione del denaro avviene a mezzo di rate mensili, con l'applicazione di rilevanti interessi: è bene sapere che il credito c.d. revolving rappresenta la tipologia di finanziamento più costosa, giacché i tassi di interesse applicati sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli previsti per altre forme di credito.

Talvolta le carte revolving vengono consegnate, o addirittura spedite al cliente, in occasione della stipula di contratti di finanziamento finalizzato, quale “gesto di attenzione” della finanziaria. In tal modo, il cliente può accedere agevolmente al credito concesso, senza però averne chiare le condizioni economiche.

Con la pronuncia in esame, il Collegio di Coordinamento dell'A.B.F. ha chiarito che le carte revolving possono essere concesse solo a seguito della stipula di un apposito contratto scritto, come previsto dall'art. 117 T.U.B., e che il generico riferimento alla possibilità di concessione della carta, contenuto in un precedente contratto di finanziamento, non integra i requisiti di forma richiesti dalla legge. Nemmeno il c.d. Documento di sintesi, né gli estratti conto mensili, contenenti l'indicazione delle condizioni economiche, sono idonei a sopperire alla mancanza del contratto.

La conseguenza della carenza di forma scritta è la nullità del contratto, sicché il cliente sarà tenuto al rimborso del solo capitale, maggiorato degli interessi al tasso legale, senza alcuna capitalizzazione, così come previsto dagli artt. 1283 e 1284 C.C.