VOLKSWAGEN ANNUNCIA INDENNIZZI PER 15 MILIARDI DI DOLLARI NEGLI U.S.A.: E IN ITALIA?

Volkswagen ha annunciato ufficialmente l’avvio di un piano di indennizzi per gli automobilisti statunitensi in possesso di vetture coinvolte nel c.d. dieselgate. Si parla di 15 miliardi di dollari in tutto. Il CEO di Volkswagen esclude che una simile opzione possa essere attuata in Europa, motivando col fatto che negli Stati Uniti i limiti sulle emissioni sono più severi, “il che avrebbe reso difficile la correzione delle irregolarità”. 
Ma si immagina che, sulla decisione, abbia pesato anche lo spauracchio di una imponente class action, un vero e proprio incubo per le multinazionali americane. 
E il pensiero va, inevitabilmente, all’azione di classe di casa nostra, ed a come essa, per come strutturata, non abbia centrato quegli obiettivi di moralizzazione del mercato e di prevenzione delle pratiche commerciali scorrette che, nell’ottica del legislatore, avrebbero dovuto rappresentare il fine primario, il senso della tutela di classe.
I numeri parlano chiaro: in sette anni, delle 58 azioni di classe promosse, 10 sono state dichiarate ammissibili, 18 inammissibili, 40 sono in corso, e…solo 3 sono arrivate a sentenza.
La ragione di un dato così sconfortante risiede, da un lato, nella tassatività delle violazioni che possono essere denunciate per mezzo dell’azione di classe, e, dall’altro, nella farraginosità della procedura, che si articola in due fasi: con la prima il Tribunale valuta l’ammissibilità dell’azione, e con la seconda il merito delle singole richieste risarcitorie degli aderenti all’iniziativa. Nel disegno di legge all’esame del Senato si prevede addirittura una terza fase, ed un ulteriore termine per consentire agli interessati di aderire all’azione.
Quella che, per usare le parole del giornalista Federico Rampini, avrebbe dovuto essere “un’arma di distruzione di massa in mano ai consumatori”, da noi ha assunto, piuttosto, le sembianze di un sommesso babau, e, se il Senato approverà la riforma secondo il testo licenziato dalla Camera, senza recepire alcuna delle modifiche proposte dalle Associazioni dei Consumatori, continueremo a non fare alcuna paura alle grandi imprese